Che cos'è il punto di pareggio.
Il punto di pareggio (in inglese break even point) è il fatturato a cui ricavi e costi si equivalgono: sotto sei in perdita, sopra ogni euro venduto lascia un utile. Per una PMI è il primo numero da sapere quando decide un prezzo, un'assunzione o un affitto nuovo, perché dice quanto deve vendere in più per permetterselo.
La formula.
Si parte dal margine di contribuzione: i ricavi meno i costi variabili. Diviso per i ricavi, dice quanti centesimi di ogni euro venduto restano per pagare i costi fissi. Il fatturato di pareggio è il fatturato a cui quei centesimi coprono tutti i fissi.
Margine di contribuzione
ricavi − costi variabili
Margine di contribuzione %
margine di contribuzione ÷ ricavi
Fatturato di pareggio
costi fissi ÷ margine di contribuzione %
Margine di sicurezza
(ricavi − fatturato di pareggio) ÷ ricavi
Un esempio.
Un'azienda fattura 500.000 € l'anno, spende 300.000 € in costi variabili e 150.000 € in costi fissi. Il margine di contribuzione è 200.000 €, cioè il 40% dei ricavi. Il fatturato di pareggio è 150.000 ÷ 0,40 = 375.000 €.
Oggi l'azienda è sopra di 125.000 €: il suo margine di sicurezza è del 25%. Se le vendite calassero di un quarto, andrebbe in pari; oltre, in perdita. Sono le cifre di esempio del calcolatore qui sopra.
Fissi o variabili: i casi dubbi.
Il calcolo è tanto preciso quanto la divisione dei costi. La domanda da farsi è una sola: se il mese prossimo vendessi la metà, questo costo calerebbe? Se sì è variabile, se no è fisso.
Energia
Fissa in ufficio, in buona parte variabile in produzione.
Trasporti
Variabili se paghi a spedizione, fissi se hai mezzi tuoi in leasing.
Personale
Fisso, tranne provvigioni, premi sulle vendite e lavoro pagato a commessa.
Marketing
Fisso se è un budget deciso, variabile se paghi una percentuale sul venduto.
Quando un costo non sai dove metterlo, prova il conto tutte e due le volte: il pareggio vero sta in mezzo. Contifex fa così da solo con i costi che non hai ancora classificato, e ti dà una forbice invece di un numero.
Quello che il pareggio non dice.
Il pareggio misura l'utile, non i soldi in banca. Un'azienda sopra il pareggio può restare senza liquidità se i clienti pagano a 90 giorni, se l'IVA va versata prima di incassare o se a dicembre arrivano insieme tredicesime e acconti. Per sapere se la cassa regge serve la previsione mese per mese.
In Contifex il pareggio si calcola dalle tue fatture.
Dai a ogni categoria di costo il suo comportamento, fisso o variabile, una volta sola. Contifex prende i ricavi dalle fatture emesse e i costi dalle fatture ricevute e dalle uscite di banca, e ti dà margine e fatturato di pareggio mese per mese, accanto alla previsione di cassa dei prossimi dodici mesi.
Domande frequenti.
- Che differenza c'è tra punto di pareggio e break even point?
- Nessuna: break even point è il nome inglese. Si dice anche fatturato di pareggio, o punto di equilibrio quando si conta in pezzi venduti invece che in euro.
- Il calcolo va fatto sull'anno o sul mese?
- Su tutti e due, purché le tre cifre siano dello stesso periodo. Sull'anno pesa meno la stagionalità; sul mese vedi prima quando le cose cambiano. Se i costi fissi sono annuali, come un'assicurazione, dividili per dodici prima di fare il conto del mese.
- Gli stipendi sono costi fissi o variabili?
- Di solito fissi: li paghi anche nel mese in cui vendi meno. Diventano variabili solo le parti legate alle vendite, come provvigioni e premi di produzione, o il lavoro a chiamata pagato a commessa.
- Sopra il pareggio la cassa è al sicuro?
- No. Il pareggio parla di utile, non di soldi in banca. Se i clienti pagano a novanta giorni e i fornitori vanno pagati a trenta, puoi essere in utile e restare senza liquidità. Per questo serve anche la previsione di cassa.